Energia e ambiente nel mondo
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Le foreste sono al 19º posto nel mondo, ma le energie rinnovabili al 154º: la distorsione della composizione energetica del Giappone

Le statistiche mondiali su Energia e ambiente, osservate nel tempo

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Un Paese ricco di foreste non è necessariamente un Paese ricco di energie rinnovabili

La percentuale di territorio forestale del Giappone è del 68.40%, che lo colloca al 19º posto tra i 214 Paesi e regioni, in ordine decrescente. È più del doppio del valore mondiale, pari al 31.14%.

Ai primi posti troviamo il Suriname(94.45%), gli Stati Federati di Micronesia(92.16%) e il Gabon(91.18%). Agli ultimi posti Qatar, Nauru e Monaco, tutti allo 0.0%. Con oltre due terzi del territorio coperti da foreste, il Giappone è, in prospettiva globale, un Paese estremamente verde.

Tuttavia, considerando la quota delle energie rinnovabili sul consumo energetico finale, il Giappone si trova al 154º posto su 212 Paesi e regioni, con l’8.80%. È meno della metà del valore mondiale, pari al 19.74%.

Ai primi posti troviamo la Repubblica Democratica del Congo(96.3%), la Somalia(95.4%) e la Liberia(92.8%). Occorre sottolineare che molti dei Paesi con un valore elevato di questo indicatore dipendono da biomasse tradizionali, come legna da ardere e carbone vegetale. «Un’elevata quota di energie rinnovabili = una transizione energetica avanzata» non è necessariamente vero.

Il fatto che l’estensione delle foreste e la quota di rinnovabili non siano correlate dipende dal fatto che le foreste giapponesi esistono come copertura del territorio, non come combustibile. Anche quando il «verde» è lo stesso, il suo significato statistico è diverso.

Le emissioni di CO2 pro capite sono al 176º posto su 203 Paesi

Le emissioni di CO2 pro capite sono pari a 7.84 tonnellate, collocando il Giappone al 176º posto su 203 Paesi e regioni, in ordine crescente. È 1.7 volte il valore mondiale, pari a 4.69 tonnellate.

Tra i valori più bassi troviamo Nauru, Tuvalu e Guam(0.0 tonnellate per tutti). Tra quelli più elevati Palau(82.84 tonnellate), Qatar(47.33 tonnellate) e Bahrein(23.90 tonnellate).

Ai primi posti figurano Paesi produttori di petrolio e regioni insulari la cui popolazione, utilizzata come denominatore nelle statistiche, è estremamente ridotta. Il valore giapponese di 7.84 tonnellate si colloca nella fascia alta rispetto al valore mondiale, ma la distanza dal gruppo di testa va da 3 a 10 volte.

Anche il consumo energetico è al 145º posto su 179 Paesi

Il consumo energetico pro capite è di 3,005.9kg(equivalenti di petrolio), collocando il Giappone al 145º posto su 179 Paesi e regioni, in ordine crescente. È 1.6 volte il valore mondiale, pari a 1,866.2kg.

Tra i valori più bassi troviamo il Lesotho(9.73kg), Timor Est(60.7kg) e la Guinea-Bissau(65.47kg). Tra quelli più elevati Qatar(16,343kg), Islanda(15,997kg) e Trinidad e Tobago(10,590kg).

Il fatto che il Giappone occupi posizioni quasi identiche per emissioni di CO2 e consumo energetico dipende dal forte legame tra questi due elementi. Per ridurre soltanto le emissioni senza modificare la quantità consumata, non resta che cambiare la composizione delle fonti di energia. E la quota di rinnovabili, che indica tale composizione, rimane al 154º posto.

L’accesso all’elettricità è del 100%

La percentuale della popolazione che può utilizzare l’elettricità in Giappone è del 100%. Il valore mondiale è del 91.60%, il che significa che poco più dell’8% delle persone vive ancora senza elettricità. Agli ultimi posti troviamo il Sudan del Sud(5.4%), il Burundi(11.6%) e il Ciad(12.0%): esistono ancora Paesi in cui quasi il 90% della popolazione non ha accesso all’elettricità.

Poiché sono numerosi i Paesi e le regioni che hanno raggiunto il 100%, la posizione in classifica di questo indicatore non ha di per sé molto significato. È più utile leggerlo come un indicatore del fatto che nel mondo rimane ancora il problema di base dell’«elettricità che non è ancora arrivata».

Ciò che emerge mettendo a confronto i 5 indicatori

IndicatoreValore del GiapponePosizione(numero di Paesi)Valore mondiale
Percentuale di superficie forestale68.40%19º posto(214)31.14%
Tasso di accesso all’elettricità100%―(molti sono al 100%)91.60%
Consumo energetico pro capite3,005.9kg145º posto(179)1,866.2kg
Quota di energie rinnovabili8.80%154º posto(212)19.74%
Emissioni di CO2 pro capite7.84t176º posto(203)4.69t

Il verde del territorio è ai vertici mondiali, l’accesso all’elettricità è stato raggiunto; tuttavia, sia la quantità consumata sia quella emessa superano la media mondiale, mentre la quota di rinnovabili, che può modificare tale composizione, si trova nella fascia bassa.

Questi 4 elementi non sono questioni separate. In un’economia che consuma molta energia, se oltre il 90% dell’approvvigionamento dipende da fonti non rinnovabili, le emissioni pro capite superano il valore mondiale. La superficie forestale non entra in alcun punto di questa formula.

Nei confronti internazionali in ambito ambientale, gli indicatori che mostrano l’estensione territoriale e la ricchezza naturale vengono spesso discussi nello stesso contesto degli indicatori che mostrano il modo in cui l’energia viene utilizzata. Dal punto di vista numerico, però, queste 2 dimensioni non sono collegate.

Fonti

I valori si basano sull’anno più recente disponibile per ciascun indicatore. Emissioni di CO2 e consumo energetico: 2024; tasso di accesso all’elettricità: 2023; percentuale di superficie forestale: 2023; quota di energie rinnovabili: 2022.